penne e pellicole

Penne e pellicole. Gli animali, la letteratura e il cinema

penne e pePenne e pellicole. Gli animali, la letteratura e il cinema
M. Filippi , E. Maggio
Mimesis- maggio 2014
Pagine: 210, 18,00 euro

“L’Umano” si è sempre definito come differenza da “l’Animale” e, in questa differenza, gli animali, quelli realmente esistenti, sono stati persi di vista per essere trasformati in merce, forza lavoro, divertimento e spettacolo.
Anche la recente proliferazione degli animali in ogni produzione dell’immaginario umano (dai saggi ai romanzi, dalla pubblicità ai fumetti, dal cinema all’arte figurativa) non sembra tanto essere il segno di una ripresa di interesse verso di loro, quanto piuttosto un’operazione di ulteriore occultamento per moltiplicazione della “questione animale” e delle conseguenze morali e politiche che richiederebbero una radicale modificazione dei rapporti di forza che regolano la nostra società. Senza questa consapevolezza, che ci riporta a terra tra gli animali, poco cambia che si parli sugli animali, degli animali o per gli animali. Rimaniamo comunque presi in un’immensa scenografia pornografica dove uno sguardo, che continua a concupire la carne, arresta i corpi animali in posture preconfezionate, trasformandoli in oggetti pronti per essere venduti – in libreria, al cinematografo o in macelleria.
Questo libro, tenendo dritta la barra in direzione della liberazione animale e non dimenticandosi che gli umani altro non sono che altri animali, cerca di smarcarsi da questa prospettiva, da questo mangiare con lo sguardo. Frutto del lavoro degli ultimi anni, il volume è una raccolta di saggi che hanno inseguito animali in carne e ossa ogni volta che, comparendo in un’opera letteraria o cinematografica, si sono incontrati con noi, permettendoci di guadagnare uno sguardo altro sugli innumerevoli mondi che, nonostante tutto, circondano e attraversano “l’Umano”. Un libro, quindi, scritto di fronte al dolore e alla gioia degli animali, scritto con loro, per tornare ad ascoltare il fruscio delle loro penne sotto la pellicola della folle normalità dei mattatoi.

Massimo Filippi, professore di neurologia presso l’Università “Vita e Salute” di Milano, si occupa da anni della questione animale da un punto di vista filosofico e politico. Ha pubblicato Ai confini dell’umano. Gli animali e la morte (Verona 2010); Nell’albergo di Adamo. Gli animali, la questione animale e la filosofia (Mimesis, Milano 2010); I margini dei diritti animali (Aprilia 2011); Natura infranta (Aprilia 2013) e Crimini in tempo di pace. La questione animale e l’ideologia del dominio (Milano 2013)..

Emilio Maggio, ha studiato teoria e tecnica della comunicazione di massa e si occupa di cinema e delle istanze espressive dell’industria dello spettacolo. Collabora regolarmente con la rivista di critica antispecista Liberazioni. Ha svolto attività di ricerca e divulgazione dei fenomeni sottoculturali contemporanei. Esperto di musica afroamericana, ha gestito per anni un negozio specializzato di dischi. Ama definirsi cinemologo.

 

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