14 febbraio 2017
di OLS
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L’ invenzione della specie

Lo specismo è la macchina antropologica che funziona grazie a dispositivi sacrificali che, a sua volta, (ri)produce. Che sia macchina antropologica è immediatamente evidente: lo specismo lavora a partire da un centro vuoto – da un’opposizione umano/animale che, seppur storicamente variabile, è sempre presupposta – al fine di incidere sulle superfici dei corpi e di inscrivere fin dentro la carne dei viventi, come la macchina “veramente curiosa” della colonia penale kafkiana, la legge della norma sottoforma di “arabeschi” che riproducono, senza darlo a vedere, la più radicata tra le cosiddette “leggi di natura”.

Massimo Filippi, L’ invenzione della specie. Sovvertire la norma, divenire mostri, ombre corte, 2016, p. 15
invenzione della specieAutrice: Elisa Ravasi

Per richiedere il file in alta definizione per stampe di dimensioni maggiori, scrivere a: materiale@oltrelaspecie.org

opuscolo sulla vivisezione

19 settembre 2016
di OLS
Commenti disabilitati su Sperimentazione sugli animali? Perchè no. Storia di R7, una coniglia

Sperimentazione sugli animali? Perchè no. Storia di R7, una coniglia

opuscolo sulla vivisezione

E’ disponibile il nuovo libro di Oltre la Specie sulla sperimentazione animale.

Si intitola “Sperimentazione sugli animali? Perchè no. Storia di R7, una coniglia”.

Per ordinarne delle copie: info@oltrelaspecie.org

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4 luglio 2016
di admin
Commenti disabilitati su Yulin: quando le buone intenzioni non bastano

Yulin: quando le buone intenzioni non bastano

yulinSette giorni fa a Milano abbiamo presenziato ad una manifestazione di protesta contro il festival di Yulin, la città cinese dove ogni anno per dieci giorni vengono uccisi e mangiati migliaia di cani. Alla notizia di questa manifestazione la nostra reazione è stata duplice.

Da una parte ci sentiamo solidali verso quei cani – non auguriamo a nessun* di essere catturat* e macellat*! -. Dall’altra abbiamo temuto per i contenuti che avrebbero potuto emergere dalla protesta, visto che si scendeva in piazza contro uno sterminio compiuto da parte di individui riconducibili ad un popolo, quello cinese, che in Italia è spesso oggetto di odio razziale. Come possiamo pretendere di impartire loro lezioni di civiltà, quando quotidianamente accade lo stesso negli allevamenti e nei mattatoi nostrani, solo ad altri tipi di animali (come mucche, galline, maiali)?

yulinCi è sembrato sconveniente che il movimento animalista cercasse di guadagnare consensi sulla pelle di un animale che è adorato in occidente – essendo spesso posseduto per compagnia e ridotto a pet – con il rischio di alimentare derive razziste e xenofobe.
Non è raro sentir invocata la distruzione della città di Yulin come strenuo atto di difesa dei cani, come se tutti i suoi abitanti fossero uniti in quei cruenti festeggiamenti. Auspicheremmo che l’Italia fosse rasa al suolo, perché nel ventennio fascista ha appoggiato le politiche naziste perpetrate nei campi di concentramento e di sterminio?

Durante la manifestazione abbiamo distribuito un volantino (questo qui sotto) per sottolineare due aspetti: volevamo che si desse più peso al lavoro degli attivisti e delle attiviste cinesi che si impegnano per cambiare la cultura locale, dal momento che probabilmente solo loro sanno di cosa stiamo parlando. Inoltre avremmo voluto che si sottolineasse come anche qui, sebbene in maniera meno visibile, i cani sono vittima di discriminazione e sfruttamento. Continua a leggere →

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17 giugno 2016
di OLS
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Oltre la Specie al MilanoPride – il nostro contributo

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Il 25 giugno Oltre la Specie sarà al MilanoPride, nello spezzone delle Collettive Femministe Queer.

Invitiamo tutt* gli/le antispecist* a partecipare e diffondere il nostro contributo scritto.

Leggi anche il comunicato delle Collettive Femministe Queer a seguito del MilanoPride.

 

UNIONI INCIVILI

“Se il presupposto della coppia è l’amore, allora vale anche per cane e padrone” (Carlo Giovanardi).

L’espressione pubblica della norma (e del panico) eterosessuale passa spesso per un richiamo – nel duplice senso di “ricondurre” e di “rimproverare” – all’animalità. L’amore fra persone dello stesso sesso, l’attraversamento dei generi, il poliamore, tutti gli infiniti modi di essere, desiderare e relazionarsi sono relegati nella gabbia della bestialità.

Una gabbia non solo metaforica, poiché esistono materialmente corpi animalizzati che subiscono le più disparate forme di esclusione dalla vita sociale e di violenza fisica o verbale. Fra questi corpi ci sono anche quelli animali, nei mattatoi, negli allevamenti, nei laboratori. C’è una sola condizione, a ben vedere, che possa dirsi del tutto immune dallo stigma del “contronatura”: quella di chi è maschio, eterosessuale, bianco, adulto, abile, sano, proprietario e, ovviamente, umano.

Le gabbie a cui pensiamo non sono solo quelle dello zoo. Servono a segregare, ma anche a escludere e a regolare gli accessi a una lunga serie di privilegi o di forme di protezione: essere compres*, essere riconosciut* come soggetti, circolare per le strade o attraversare i confini nazionali, avere un reddito, dire il proprio amore, usare le parole che si desiderano per parlare di sè, essere pres* sul serio… Non basta dunque abbattere queste gabbie.

Il gesto più liberatorio – un gesto che non si fa una volta per tutte proprio perchè costituisce un esercizio continuo – è quello di aprirle, attraversarle, risignificarle, deriderle, ignorarle, usarle per giocare, renderle inutili. Incontrare per davvero gli animali che vi sono rinchiusi e scoprire che la bestialità delle nostre relazioni non è un insulto, anzi. Che ogni forma di amore è contronatura, e non è la concessione di qualche riconoscimento giuridico, da sola, a decretarne la dignità. Che la “Natura”, semplicemente, non esiste, se non come dispositivo di materializzazione di corpi che contano e di corpi che non contano. Che un’unione non deve essere definita “civile” per poter entrare nel campo del dicibile.

Che forse le unioni ci piacciono quando sono incivili, dato che, a ben guardare, la polis che costituisce il centro della narrazione democratica occidentale, non è altro che un recinto costruito sull’esclusione di donne, schiavi, “barbari”, bambin* e animali.

 Oltre la Specie – Associazione antispecista per la liberazione animale