L’ invenzione della specie

Lo specismo è la macchina antropologica che funziona grazie a dispositivi sacrificali che, a sua volta, (ri)produce. Che sia macchina antropologica è immediatamente evidente: lo specismo lavora a partire da un centro vuoto – da un’opposizione umano/animale che, seppur storicamente variabile, è sempre presupposta – al fine di incidere sulle superfici dei corpi e di inscrivere fin dentro la carne dei viventi, come la macchina “veramente curiosa” della colonia penale kafkiana, la legge della norma sottoforma di “arabeschi” che riproducono, senza darlo a vedere, la più radicata tra le cosiddette “leggi di natura”.

Massimo Filippi, L’ invenzione della specie. Sovvertire la norma, divenire mostri, ombre corte, 2016, p. 15
invenzione della specieAutrice: Elisa Ravasi

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