Il “nazianimalista” nuoce gravemente agli animali

la struttura della democrazia, kantor

Maxim Kantor, Structure of democracy, 2003-2004

Giuseppe Cruciani infierisce sulla condizione degli animali sfruttati.
Come molti altri, abbiamo taciuto per decenza.
Si sa, ai provocatori non si risponde, perché ti portano sul loro stesso livello per poi batterti con l’esperienza.
Hanno risposto, invece, alcuni “vegani” e altri che, come dice testualmente Michela Brambilla, hanno pensato di rappresentarci: abbiamo assistito a tentativi poco riusciti di difendere ognuno le proprie ragioni e i propri obiettivi personali. Ad esempio, in uno dei tanti dibattiti a La 7, Catherine Spaak ha cercato di spostare la bagarre dal piano delle accuse reciproche alla questione etica (e politica, aggiungiamo), ma tutto è scemato in un nulla di fatto.
Da parte nostra cerchiamo di sviluppare pensieri e pratiche e di comunicarli per mezzo dell’attività che svolgiamo, ritenendo deleterio l’approccio scandalistico dei talk-show per l’approfondimento e la comprensione di questioni tanto complesse.

Tuttavia dobbiamo, in particolare, far notare che l’intervento alla trasmissione “Le iene” di Valerio Vassallo ha toccato il fondo, contribuendo a rafforzare l’idea secondo la quale chi si preoccupa del destino degli animali non umani sia dedito a vessare la vita degli animali umani.

Siamo fermamente contrari a veder ridotta la questione animale a squallida invettiva e minaccia. Invitiamo, piuttosto, a riflettere sul fatto che qualche misero momento di visibilità, ricevuto da chi si presta a partecipare ai match (costruiti ad arte per far dare il peggio di sé – “vegani vs anti-vegani”, che assurdità! -), risulta estremamente dannoso ad una causa che, seriamente intesa, potrebbe e dovrebbe essere comune.

Ci sarebbe moltissimo, di diverso, da dire rispetto a ciò che è stato detto, sentito e poi commentato a posteriori, prima in TV e poi sui social network. Anche il seguito di commenti contro Vassallo da parte del popolo “vegano” (così ansioso di farsi benvolere socialmente, di conservare l’immagine di persone civili e integrate, ossequiose delle leggi, pazienti e tolleranti, … ) dice molto sui danni che sta facendo alla causa animalista il veganismo inteso come moda e non più come forma di contestazione.

Auspichiamo comunque che l’associazione Meta – della quale Vassallo è Vicepresidente – rimuova dalla carica una persona che nulla sembra avere a che fare con lo scopo che, pur nelle enormi diversità, il generico movimento animalista porta avanti per realizzare un agognato cambiamento.

Chiedere alla Confindustria di mettere il bavaglio a Cruciani e Parenzo non è nelle nostre aspettative, modalità d’azione ed interesse, ma confidiamo che Meta si renda consapevole dell’opportunità di prendere una decisione responsabile, che faccia chiarezza sulla questione.

Con queste poche righe vorremmo testimoniare l’esistenza di persone che perseguono la liberazione animale secondo modalità differenti da quelle emerse in risposta alle provocazioni de “La zanzara” di Radio 24.

In mezzo, come sempre, ci sono gli altri animali e le loro stragi.
Forse oggi meno silenti, ma non per questo meno tragiche.

Oltrelaspecie

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