Expo-entusiasti, Expo-critici, Expo-clasti

expo-entusiasti-critici-clastiPubblichiamo la registrazione di una conferenza su Expo che si è tenuta all’Università Cattolica di Milano il 27 maggio 2015, organizzata dagli studenti del gruppo ULD – Studenti di Sinistra e dalla redazione della rivista «Torquemada» (www.torquemada.eu).

Purtroppo mancano i minuti iniziali in cui gli studenti e la prorettrice dell’Università Cattolica, Antonella Sciarrone Aldibrandi, hanno introdotto l’argomento. Si può ascoltare però tutta la parte successiva in cui hanno parlato: il Professor Pier Sandro Cocconcelli (00.00.30), ordinario di Microbiologia degli alimenti e direttore del progetto Expo Lab UCSC; Alberto di Monte – detto Abo – (00.24.00), attivista della rete No Expo; Roberto Maggioni (00.54.45), giornalista di Radio Popolare e coautore – insieme ad Abo e altri – di Expopolis (www.agenziax.it/expopolis), e infine Ester Castano (01.02.00) de «Il Fatto Quotidiano», di cui è attesa a breve la pubblicazione di un libro sui numerosi casi di malaffare legati ad Expo. Seguono alcune domande dal pubblico e il dibattito tra i relatori.

Coerentemente con quanto abbiamo fatto fin’ora, crediamo opportuno dare spazio ad una riflessione che interpelli la realtà nella sua interezza, senza separare un discorso politico legato alla sfera dell’umano da uno invece che riguarda strettamente gli altri animali e la loro liberazione. In questo senso si chiarisce il nostro interesse per un tema come Expo 2015, che potrebbe sembrare altrimenti fuori luogo rispetto alle tematiche e alle prerogative dell’animalismo classico. Questo vale a maggior ragione se si considera che gli studenti avevano invitato all’incontro del 27 maggio anche Marco Reggio, uno dei rappresentanti di Oltre la Specie, come voce autorevole sulle intersezioni che sono emerse e si sono venute a creare all’interno della rete No Expo tra i movimenti di opposizione al capitalismo, al sessismo e allo specismo (si veda per esempio il suo articolo sulla rivista «Liberazioni»: www.liberazioni.org/articoli/reggio_liberazioni20.pdf). A Marco, come ad altri due attivisti No Expo (Luca Trada e Massimiliano Goitum), è stato scandalosamente negato il permesso di partecipare alla conferenza dal personale amministrativo dell’Università, in quanto è stato considerato non pertinente o evidentemente disturbante un loro contributo.

Nonostante la prevedibile opera di censura, gli organizzatori hanno deciso di realizzare ad ogni modo la conferenza, per non precludere ai colleghi e alle colleghe interessati la possibilità di assistere ad un momento di approfondimento e discussione su Expo 2015, nel loro stesso Ateneo, che per la prima volta lasciasse il campo ad una critica del grande evento e non fosse teso piuttosto alla sua promozione. A prescindere dagli esiti che la conferenza ha avuto, l’intento degli organizzatori era quello di superare l’empasse di un mero bisticcio tra Expo-entusiasti ed Expo-scettici: i primi sicuri della buona riuscita del maxi-evento, delle sue ripercussioni positive sul territorio, della buona fede dei promotori e degli sponsor rispetto al tema che si sono dati, i secondi (quei brontoloni) che additano con sdegno il ritardo nei lavori, l’impatto negativo che Expo ha sulla città di Milano, la corruzione politica e le infiltrazioni mafiose. Si sperava piuttosto di instaurare un dialogo più serio tra coloro che vedono in Expo il simbolo di un sistema politico ed economico negativo di per sè (potremmo definirli gli Expo-critici o Expo-clasti addirittura, quando non disdegnano le azioni di protesta violenta) e quei buon temponi raggianti di retorica renziana e ottimismo liberal progressista, che potremmo definire gli Expo-entusiasti. Insomma, mettendo da parte le rivendicazioni sindacali, la cronaca giudiziaria e la critica agli effetti collaterali di Expo (per quanto nefasti), si voleva aprire un confronto sulla natura e il significato profondo di un evento come questo, che a partire dallo slogan “Nutrire il pianeta, energia per la vita” esalta un sistema di produzione e dei rapporti di potere che, su scala globale, inquinano il pianeta, ne spossano le risorse, affamano i popoli e sfruttano i corpi dei lavoratori (umani e non). Da questo punto di vista, si può affermare che la conferenza del 27 sia stata un fallimento. Essa mantiene un suo valore tuttavia se inserita in quella catena di incontri che si stanno tenendo dopo la disfatta del primo maggio (e l’idiozia degli spazzini, il 2 maggio), al fine di sostenere e ridare slancio alle varie anime della rete No Expo. Un’ennesima testimonianza, per dir così, di resistenza animale.

Il contributo audio dell’incontro:

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