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Con i “dovuti” modi. Gay e animali: chi mandare al tappeto stavolta?

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Gay e animali: chi mandare al tappeto stavolta?

Succede che nelle Filippine il pugile Pacquiao in tv dice: «I gay sono peggio degli animali». E chissenefrega – penserete! Non è una novità: di scemi in giro ce n’è a bizzeffe. Eppure la notizia sta facendo il giro del mondo sulla via dello stupore dell’opinione pubblica, anche perché l’otto volte campione del mondo è candidato al senato nel suo paese e di conseguenza resterebbe da discutere di un’incompatibile incontro fra sport e politica. Neanche a dirlo, infatti, la leggenda sportiva in questione fa parte dello schieramento cristiano conservatore e alla domanda su cosa pensi delle unioni fra persone dello stesso sesso ha risposto così: «Si tratta di buon senso, vedete per caso animali che si accoppiano con esemplari dello stesso sesso? Gli animali sono migliori perché sanno distinguere i maschi dalle femmine». «Se gli uomini vanno con gli uomini e le donne vanno con le donne, allora sono peggio degli animali».
Queste parole hanno suscitato immediate reazioni, fra cui quella di un altro parlamentare filippino, José Maria Viceral, che è gay dichiarato, il quale replica che «gay, bisessuali e transgender sono esseri umani, non animali». Da più parti (i cosiddetti cattolici moderati s’intende…) si rammentano le recenti parole “sante” di Papa Francesco, «il quale neppure lui condanna i gay»: «Se una persona è gay, cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarlo?». Tralasciando –tutti – di aggiungere gli ultimi commenti che lo hanno visto protagonista in occasione dello storico incontro con il patriarca di Mosca Kirill. Nella dichiarazione comune la ritrovata unione fra le due famiglie religiose sancisce unanime che “la famiglia è fondata sull’amore di un uomo e una donna”. Mica male come messaggio di pace visto anche come se la passano i/le ‘non etero’ in Russia e dintorni.
Di fatto lo stesso boxer, nel tentativo di addolcire la pillola maldigerita da troppi suoi non-elettori, si era rifugiato nel fare penitenza sotto le sottane del sacro abito clericale «Preferisco obbedire ai comandamenti del Signore che cedere al desiderio della carne. Coloro che si comportano in modo sbagliato, come gli idolatri, gli adulteri e gli uomini che fanno sesso con altri uomini, non entreranno nel regno di Dio. Non condanno nessuno, ma dico solo la verità che è contenuta nella Bibbia. Sono ancora contro il matrimonio tra lo stesso sesso perché lo dice la Bibbia, ma non condanno gli omosessuali».
Giustamente gay, lesbiche e transgender insorgono e non è nostra intenzione depotenziare la forza delle condanne, queste sì, più che legittime contro Pacquiao, Papi, Patriarchi e fans e seguaci vari. Tutt’altro: ci uniamo al coro della rivolta sperando che infuochi sempre più corpi e menti!
Come antispecist*, però, abbiamo pensato di poter aggiungere alla discussione qualche spunto utile (saremo essenziali per non deviare eccessivamente la polemica dal punto principale):

1) ci opponiamo alle parole del campione delle Filippine così come ci opponiamo alle parole di tutti quei campioni di discriminazione che frequentano anche le aule parlamentari nostrane ed estere: non è tanto il modo e la volontà di offendere infatti che ci scandalizza, bensì il fatto che si possa decidere cosa e per chi è l’amore e quali forme possa assumere. Non è vero infatti che la discriminazione necessariamente si faccia meno tremenda quando rispetta la formalità imposta dalla società perbenista. Piuttosto temiamo che, proprio laddove si affina l’espressione della violenza, si annidi più forte l’aspetto prevaricatorio che la contraddistingue.

2) gli animali non andrebbero con conspecifici dello stesso sesso? Lo dice la Bibbia anche questo? Ci limitiamo a riportare qualche riga proveniente da ricerche scientifiche ufficiali, dato che pare che solo la prova scientifica valga a contrasto dell’ingiuria religiosa nell’epoca post-illuminista: “L’omosessualità negli animali corrisponde alla presenza nel mondo animale di comportamenti e pratiche omosessuali. Negli ultimi quindici anni sono stati documentati comportamenti omosessuali che vanno dai giochi sessuali a comportamenti genitoriali in coppie omosessuali in circa 1.500 specie,, sia in cattività che in ambiente naturale. Questi comportamenti sembrano diffusi tra insetti, uccelli e mammiferi (in particolare delfini e pecore) e soprattutto scimmie antropomorfe. L’esistenza di comportamenti omosessuali non fu mai ufficialmente osservata su larga scala fino a tempi recenti.” Inoltre: “ Un numero sempre crescente di scienziati conferma l’esistenza dell’omosessualità permanente in specie che formano coppie permanenti come i pinguini o i piccioni, ma anche in specie non monogame come le pecore”. E anche se fosse vero che gli animali sono stati finora dei “campioni” mondiali di eterosessualità, perchè dovrebbe importarci? Perchè i non umani costituiscono, quando fa comodo, il metro di ciò che è “naturale” e di ciò che è contronatura, mentre, sempre quando fa comodo, rappresentano tutto ciò da cui liberarsi, da cui emanciparsi per essere davvero riconosciut* come umani? E perchè ciò che sarebbe “naturale” deve essere un elemento significativo nelle discussioni etiche e politiche, a partire da quelle su cui si giocano le vite di innumerevoli persone discriminate, uccise, rese invisibili nelle loro relazioni più profonde?

3) Fin qua, poco o niente di nuovo. Ma valeva la pena secondo noi di riprendere alcuni passaggi. La novità, forse – ma speriamo di no – è che al dibattito pubblico e privato sulle esternazioni dei massimi pesi-pirla di turno vorremmo aggiungere che anche gay, bisessuali e transgender sono animali, proprio come… gli eterosessuali. E lo sono proprio in quanto appartenenti alla specie degli esseri umani. Non sta dunque nell’essere “animali” l’offesa loro riferita, quand’anche gli animali non umani oltre tutto confermano di non agire secondo semplice e riduttivo istinto di riproduzione.
La novità vera sta nel fatto che ci sentiamo, con queste poche righe, di incrementare la solidarietà agli animali non umani (che ogni volta che si vuol denigrare qualcuno vengono utilizzati come il più basso termine di paragone) proprio a coda di quando viene discriminata una “categoria” di umani. E vorremmo farlo senza paura di venir considerati come degli “infiltrati” dello scandalo. Anche gli animali non umani si amano, ve lo può assicurare chiunque li sappia frequentare liber* da pregiudizi. Perché lo sappiamo? Perchè lo dimostrano loro stessi, senza bisogno di produrre mirabolanti test scientifici a supporto.

Se concordiamo che l’amore è libertà che non riconosce regole e relativi padroni…che gli animali di tutte le specie, razze, genere e orientamento sessuale siano liberi di amarsi come gli pare e piace…
…e ci sentiamo tutti coinvolt* nel non voler mettere al tappeto una minoranza a favore dell’altra: occorre far crollare al suolo tutti coloro che, forti di potere temporale o spirituale, impediscono agli individui di procedere senza vincoli sulla strada delle irrinunciabili libertà sociali…

 

Oltre la Specie

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