Sulla frammentazione suicida della galassia animalista

Comunicato di Oltre la Specie sulla frammentazione suicida della galassia animalista

Come chiaramente dichiarato fin dal suo statuto fondativo (2002) e recentemente ribadito nelle linee-guida dell’associazione pubblicate sul suo sito (2011), da sempre Oltre la Specie (OLS) ha cercato, tra le altre cose, di unire, fin dove possibile, tutte quelle forze che, in un modo o nell’altro, si richiamano ai concetti di antispecismo e di liberazione animale. Sin dalle sue origini OLS si è poi caratterizzata per la ricerca di uno stile “alto” di discussione anche quando ha ritenuto necessario criticare concetti o iniziative in cui non si riconosceva o che considerava poco utili alla causa animalista. Stile che, nonostante tutto, intende mantenere anche per il futuro. Detto altrimenti, OLS non ha mai attaccato su questioni personali individui, associazioni o movimenti con insinuazioni più o meno diffamanti, ma sempre e comunque ha, appunto, criticato con lucidità e pacatezza delle idee che, a torto o a ragione, ha ritenuto inopportune, cercando ogni volta di offrire dei motivi, magari non condivisibili, ma sempre ragionevoli e argomentati del proprio agire così come di quello di altre entità. Da questa prospettiva, ad esempio, OLS, pur non riconoscendosi in attività classificabili come “protezioniste”, ha espresso, più e più volte e a chiare lettere, che anche azioni di questo tipo sono necessarie, nel presente stato di cose, per la difesa del mondo animale, sottolineando però che esse devono essere condotte da soggetti diversi per evitare ulteriore confusione e ulteriori divisioni che regnano sovrane nella cosiddetta “galassia animalista” e che, negli ultimi mesi, sembrano aver raggiunto livelli di gravità difficilmente sopportabili e certamente poco utili per la causa a favore dei non umani.

Da questa prospettiva è nato il volume collettivo Altri versi. Sinfonia per animali a 26 voci che ha raccolto contributi di varia natura da individui, gruppi, movimenti e associazioni che rappresentano gran parte della suddetta “galassia animalista”. Operazione difficile e rischiosa, vista la tendenza diffusa a presentare e diffondere solo ed esclusivamente posizioni allineate con il pensiero e la prassi di chi, di volta in volta, si è proposto, almeno fino ad oggi – salvo poche e lodevoli eccezioni – di pubblicare materiale antispecista. Il che significa che OLS non si riconosce parola per parola in quanto in quel volume è stato scritto, ma rivendica la necessità che le idee, soprattutto quelle “non proprie” circolino e possano essere discusse ed eventualmente anche rifiutate o aspramente criticate in un’arena pubblica, una volta accettata la premessa che di discussione si tratti e non di bagarre autolesionista e diffamante.

A seguito della pubblicazione di questo volume, l’associazione Vita da Cani (VdC) ha espresso il proprio rammarico e dispiacere per alcune affermazioni e tesi lì sostenute. Per quanto detto sopra, prendiamo atto di questo disagio con profonda serietà e invitiamo VdC a esprimere liberamente le proprie critiche al proposito con la medesima pacatezza e rigorosità argomentativa che pensiamo ci caratterizzino. Vogliamo altresì ribadire che quanto scritto nel volume è comunque opera dei diversi autori coinvolti e non corrisponde necessariamente al pensiero di OLS o dei curatori che, comunque, non hanno ravvisato al momento della compilazione del volume particolari posizioni offensive e che hanno pubblicato solo quei testi che rispondevano agli standard di ragionevolezza di cui si è detto. Ancora più esplicitamente, non c’è in corso, né tantomeno abbiamo in animo di mettere in atto, alcun conflitto con VdC, associazione che svolge uno straordinario e quotidiano lavoro a favore degli oppressi non umani, con la quale condividiamo il fine della liberazione animale e che sappiamo essere animata da assoluta buona fede, anche nel caso di attività che possiamo non condividere o non condividere appieno. Speriamo che la stessa straordinarietà e quotidianità del nostro lavoro a favore dei non umani, il nostro interesse per la liberazione animale e la nostra buona fede siano altrettanto riconosciuti.

Pensiamo, infine, che un movimento antispecista maturo possa essere in grado di mettersi in discussione e di mettere in discussione concetti e parole-chiave dati per assodati e considerati perciò indiscutibili, senza che questo scada in battibecchi assolutamente non interessanti. Anzi, riteniamo che un vero movimento antispecista, proprio per la sua natura di critica di un sistema rigidamente identitario, auto-refenziale e autoritario, debba essere “aperto”, ossia non-identitario, non auto-referenziale e non autoritario. Fluido, in-divenire, sempre pronto, per definizione, alla critica costruttiva e argomentata.

Il nostro auspicio è, pertanto, quello di risolvere con pacatezza e ragionevolezza questa controversia che, speriamo, passeggera e, fin da ora, ci mettiamo a disposizione di chiunque, a torto o a ragione, si sia sentito offeso da affermazioni contenute nel volume al fine di ricercare una ricomposizione comune sulle idee che condividiamo, evitando di ricorrere a questioni personali di scarso o nullo interesse politico. Auspichiamo altresì che la medesima politica sia adottata da altre realtà che negli ultimi tempi hanno talvolta, da parte di una consistente fetta di loro esponenti, espresso considerazioni irriguardose, se non chiaramente diffamanti, sulla nostra associazione, su nostre iniziative (ad esempio il Veganch’io) e su membri della nostra associazione. Riconosciamo, in piena onestà intellettuale, che tali considerazioni sono state sempre espresse da singoli individui e che non hanno mai assunto la forma di dichiarazioni ufficiali, ma pensiamo anche che quando qualcosa capita con regolarità e frequenza esso non possa più essere interpretabile come il risultato di sfortunate coincidenze, ma assuma la forma di una strategia, più o meno consapevole, per delegittimarci sia all’interno che all’esterno della “galassia animalista”. Il nostro auspicio finale è perciò che ognuno, negli ambiti che gli competono e lo caratterizzano, si impegni con risolutezza ad arginare questa deriva non solo poco elegante, ma anche distruttiva, autodistruttiva e, infine, suicida.

Oltre la Specie

13 ottobre 2011

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