Linee guida

Linee -guida di Oltre la Specie
Principi ispiratori per l’armonizzazione delle attività di “Oltre la specie” (OLS)
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Preambolo

Il presente documento non è da considerarsi un “manifesto” dell’antispecismo o un regolamento che detti delle regole precise e immodificabili. Esso semplicemente raccoglie una serie di “linee-guida” che dovrebbero ispirare le iniziative di OLS e l’attività dei suoi attivisti e intende riflettere un’evoluzione storica del pensiero e della prassi di un’organizzazione che si è sempre posta in modo aperto rispetto alle sollecitazioni che lo sviluppo dell’antispecismo ha comportato e continua a comportare.

1 OLS è una associazione abolizionista che trae ispirazione dall’antispecismo. Essa lavora nella prospettiva di accelerare l’abolizione di ogni forma di uccisione e sfruttamento degli animali indipendentemente dalla loro specie di appartenenza. Parte integrante di questo impegno è quindi anche l’animale umano.

L’approccio antispecista esclude sia la zoofilia, che intende proporre uno standard di “benessere” per gli animali comunque ritenuti “disponibili” per l’umano, sia il protezionismo, che auspica protocolli di intesa con enti terzi che accettano uno sfruttamento “più umano”, in attesa del momento, spostato in un futuro indefinito, in cui lo sfruttamento verrà definitivamente abolito.

2 OLS pone alla base della propria attività il principio aureo dell’antispecismo: “L’infrazione degli interessi fondamentali di un soggetto non umano deve essere criticata e combattuta negli stessi termini che sarebbero presi in considerazione se un’infrazione analoga riguardasse un individuo o gruppi di individui della nostra specie”.

Tale principio rende problematico l’uso dei cosiddetti “argomenti indiretti” che, pertanto, vengono considerati non necessari per la policy dell’associazione. Tali “argomenti” (ad esempio, promuovere il veganismo facendo leva su presunti vantaggi per la salute umana, per l’ambiente, per la riduzione dello spreco di risorse o della fame nel mondo) dovrebbero essere evitati nella comunicazione a nome dell’associazione in quanto, da un punto di vista strategico, riducono la portata della “questione animale”, perennemente ignorata dalla nostra società e, da un punto di vista fattuale, in quanto poggiano su dati non dimostrati o su catene deduttive complesse e spesso incerte.

3 L’antispecismo è portatore di una visione di liberazione integrale a favore di tutti gli esseri da ogni forma di dominio, superando le posizioni umaniste che dimenticano, o volontariamente escludono, le specie “altre” da ogni tipo di considerazione. Tuttavia OLS rivendica la propria missione verso gli animali non umani, gli unici che da un punto di vista giuridico e non solo da un punto di vista fattuale (come è il caso di gruppi umani ancora oppressi) sono considerati “beni di proprietà” e perciò sottoposti a pratiche di sfruttamento odiose e non paragonabili, per gravità e per frequenza, a quelle ancora subite dagli umani più svantaggiati. Questo non significa ignorare le condizioni tuttora esistenti di oppressione degli umani ma, più semplicemente, riflette la convinzione che sia necessario concentrare l’azione di OLS su un obiettivo preciso e generalmente trascurato o banalizzato all’interno di un processo di liberazione di tutti gli oppressi, indipendentemente dalla specie a cui appartengono.

Questa “scelta animalista” è coerente con la ricerca di punti di incontro teorici e pratici con associazioni, gruppi e attivisti portatori di visioni etiche e politiche volte allo sviluppo di strutture sociali più giuste e più egualitarie, operanti anche in ambiti diversi da quello animalista come, ad esempio, le associazioni e organizzazioni eco-ambientaliste e quelle che combattono altre forme di discriminazione. Ciò dovrebbe comportare la richiesta di un riconoscimento reciproco delle rispettive istanze e la necessità di una loro integrazione.

Oltre la Specie riconosce nell’antifascismo un valore centrale della propria attività politica e culturale per la liberazione animale, intendendo con ciò non solo il rifiuto del fascismo dei nostalgici del ventennio o dei militanti della destra radicale, ma anche di ogni modalità di azione che sia prevaricatoria, omotransfobica, sessista, razzista o che comunque configuri una denigrazione/oppressione dell’Altro. A tale principio sono e saranno sempre improntati tutti i nostri rapporti di collaborazione con altri gruppi, siano essi animalisti/antispecisti o interessati a tematiche di discriminazione intraumana.

4 OLS si avvale di pratiche “tradizionali” di informazione e sensibilizzazione alla causa antispecista, quali banchetti informativi, conferenze, proteste e presidi, con un’attenzione particolare all’attività teorica ritenuta necessaria per un attivismo consapevole e per la maturazione nell’opinione pubblica della consapevolezza circa l’intollerabile trattamento a cui gli altri animali sono quotidianamente sottoposti. La comprovata debolezza della prassi antispecista “classica” comporta, però, la ricerca di iniziative mirate e inedite che possano risultare più incisive. Si ritiene pertanto che, oltre al rivolgersi ad un pubblico generico, possa risultare più fruttuoso alla diffusione di frammenti iniziali di cultura antispecista orientarsi verso quei gruppi sociali che per formazione, motivazioni e caratteristiche intrinseche dovrebbero essere più “ricettivi” nei confronti delle istanze antispeciste.

Dal momento che le iniziative tradizionali volte ad indurre l’accettazione da parte dell’opinione pubblica di pratiche e stili comportamentali individuali (ad esempio, il veganismo) si sono dimostrate deboli o poco efficaci e dal momento che lo sfruttamento dei non umani non è esclusivamente il risultato di “deviazioni” individuali, quanto piuttosto un fenomeno sistemico ed istituzionalizzato, OLS persegue come obiettivo fondamentale la formazione culturale, filosofica e politica necessaria all’instaurazione di un dibattito aperto che possa condurre ad una modificazione radicale dello stato di cose esistenti.

5 OLS attribuisce grande importanza all’elaborazione teorica antispecista, nella convinzione che ogni azione acquisti significato solo se concepita in relazione ad un sistema compiuto di pensiero. Pertanto, pur riconoscendo il grande valore pionieristico della letteratura antispecista anglosassone che ha impresso un’accelerazione di portata inestimabile al movimento per i “diritti animali”, si ritiene necessario, al fine di superarli, riconoscerne i limiti principali, ossia a) l’accettazione implicita che l’umano resti comunque il termine di riferimento verso cui misurare ogni altra istanza e b) la scarsa considerazione sulle implicazioni politiche dell’antispecismo. La riflessione antispecista che anima l’azione degli attivisti di OLS dovrà, pertanto, ispirarsi ad una valorizzazione della differenza (e non impegnarsi nella ricerca di ciò che di “umano” è rintracciabile in altri animali) e al rifiuto di una visione apolitica o “trasversale” dell’antispecismo indifferente alla necessità di individuare e opporsi a quegli impianti politici che consentono il permanere di visioni del mondo gerarchiche. OLS ritiene che l’antispecismo, in quanto ispirato da principi egalitari e di giustizia sociale, dovrebbe essere considerato patrimonio dei movimenti emancipazionisti.

L’attivista di OLS dovrebbe, pertanto, non solo essere vegano ma anche impegnarsi a far sì che la propria visione antispecista e la prassi conseguente non perdano di vista la necessaria connotazione politica. La condizione di oppressione degli individui non umani, infatti, indipendentemente dai nessi esistenti con analoghe situazioni in ambito intra-umano, è il risultato di un ordine sociale storicamente determinato da visioni politiche gerarchiche. A partire da questa consapevolezza, OLS si impegna ad organizzare momenti di riflessione e di formazione per i propri associati al fine di elaborare strumenti di crescita collettiva necessari alla realizzazione di interventi il più possibile efficaci.

6 Pur nella diversità delle visioni di fondo sottolineate in precedenza, il rapporto di OLS con altre realtà che si richiamano all’antispecismo deve essere improntato all’insegna del massimo rispetto e in vista dell’instaurazione di possibili collaborazioni. L’associazione si impegna pertanto a lavorare per il superamento di eventuali incomprensioni che possano sorgere da impostazioni tattiche differenti nella gestione delle lotte quotidiane a favore dell’aspirazione condivisa alla liberazione animale. OLS collabora con convinzione anche in concerto con gruppi e associazioni protezioniste se, e solo se, lo scopo delle iniziative proposte è di carattere abolizionista, ossia finalizzato all’eliminazione completa di una specifica tipologia di sfruttamento. Sulla base della consapevolezza che il compromesso non costituisce una strategia efficace e rispettosa nei confronti degli oppressi, OLS non collabora ad iniziative di protesta parziali o con finalità, esplicite o implicite, di chiara matrice specista (detto altrimenti, a tutte quelle iniziative che anche in buona fede si propongono semplicemente di “migliorare” la condizione animale accettando, però, il permanere della supremazia dell’umano su tutte le altre specie).

La collaborazione con realtà esterne all’associazione, se intrapresa a nome di OLS e non a titolo personale, dovrà prevedere momenti di discussione collettiva. La decisione finale dovrà scaturire dopo tale discussione e dovrà essere presa ove possibile all’unanimità o, altrimenti, a maggioranza degli attivisti.

7 OLS rifiuta il principio generalmente condiviso da molte realtà antispeciste secondo il quale “basta parlare di animali indipendentemente da come se ne parla e dal contesto in cui se ne parla”.

L’impegno dell’associazione e dei singoli attivisti che agiscono a nome dell’associazione è quello di porre particolare attenzione alle strategie elaborate e al contesto in cui vengono applicate, in un rimando continuo e necessario tra teoria e prassi, affinché l’agire non sia lasciato al caso col rischio di risultare inefficace o, ancor peggio, controproducente rispetto all’obiettivo fondamentale dell’antispecismo, ossia di ottenere la liberazione di tutti gli oppressi.