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Barbarie e inciviltà a norma di legge alla fiera di San Gregorio (CT)

Condividiamo il comunicato di Francesca G., attivista per la liberazione animale

La capra appena venduta fugge terrorizzata e cerca di nascondersi nel piccolo gruppo delle altre che si ammucchiano nell’angolo più lontano del recinto. La gente intorno ride, in attesa di vedere quanto tempo impiegherà l’allevatore prima di bloccarla. Ma è questione di un paio di minuti, solo il tempo di vedere crescere la paura in questi animali rinchiusi nello steccato dove non si apre nessuna via di fuga. “Ecco, l’ha presa!”. Le persone continuano a ridere e a gridare, finalmente sono soddisfatti per la cattura. Fra di loro ci sono anche dei bambini. La capra appena venduta viene presa per le zampe e passata al suo acquirente, che se la porta a casa, sempre tenendola sospesa da terra per le zampe. Nient’altro che merce.

Questa condizione degli animali, visti come semplici oggetti da scegliere e ai quali attribuire un prezzo, stride con gli occhi terrorizzati di questa capra portata via.

 fiera di San Gregorio (CT)Questa è una delle scene a cui si può assistere alla “Fiera di San Gregorio Magno” che si svolge ogni anno nel giorno di Pasquetta nel comune omonimo in provincia di Catania.

Uno spettacolo di inciviltà e di degrado morale che però non è isolato: girando per la fiera infatti si può mangiare agli stand gastronomici, fermarsi ai banchetti, ma soprattutto, questa è la grande attrazione, si possono scegliere e comprare diverse specie animali, di ogni tipo e di ogni taglia. Per accrescere il reddito o anche per divertimento. Ci sono gabbiette minuscole con uccellini, porcellini d’india e pulcini, oppure recinti con animali più grandi. Si possono poi trovare addirittura anche le offerte: se prendi due anatroccoli, puoi aggiudicartene uno a metà prezzo, portandoti a casa il divertimento raddoppiato con sole 1,50 Euro. Così se dovesse morirne uno, il gioco dei bambini si potrà protrarre almeno fino alla cena.

fiera di San Gregorio (CT) Inoltre le gabbie utilizzate sono più piccole della norma consentita, gli animali sono ammassati, senza acqua, spaventati, toccati da chiunque voglia farlo, finché non vengono strappati dal loro gruppo sociale non appena arriva il loro turno di essere comprati. Nei loro occhi oltre alla paura si legge rassegnazione, afflizione e troppo spesso quell’opacità di chi forse non riuscirà ad arrivare alla sera.

fiera di San Gregorio (CT)Finora a nulla sono valse le proteste delle persone che hanno provato a manifestare contro la fiera, al punto che nell’edizione 2013 una di loro è finita addirittura all’ospedale con una prognosi di sette giorni per aggressione: un venditore di pulcini non aveva preso bene la dimostrazione esplicita del loro dissenso nel vedere mercificata la vita di tanti esseri viventi. Per fortuna nell’edizione 2016 la sensibilità della gente che girava fra i banchi sembrava essersi affinata e non tutti, come gli spettatori della cattura della capra, sembravano approvare questo tipo di manifestazione, che sembra recuperare cupe tradizioni del peggior Medio Evo.

Eppure il Comune di San Gregorio aveva dato dimostrazione, almeno in apparenza, di avere un certo interesse per il destino degli animali, approvando nel marzo 2015 un regolamento per la tutela del benessere degli animali sul proprio territorio. Si parla di rispetto e tolleranza, di campagne di sensibilizzazione e condanna di maltrattamenti, ma anche del divieto di ospitare fiere in cui si faccia commercio di animali. Allora questa fiera è illegale? No, perché subito dopo questa proibizione segue un’immediata deroga. Il comma 3 dell’articolo 16 è un esempio di incoerenza che merita di essere citato per intero: “Non sono consentite le attività commerciali ambulanti ed occasionali, inerenti la vendita diretta o indiretta di animali, ad eccezione della Fiera che si svolge il giorno di Pasquetta in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono “Gregorio Magno“”.

fiera di San Gregorio (CT)

Che senso ha vietare, perché evidentemente ritenuto ingiusto, e ammettere al tempo stesso un’eccezione di una cosa che si ritiene sbagliata? Può la tradizione giustificare scene di degrado etico nei confronti degli animali come quelle a cui si assiste in questa manifestazione? E’ in questo scenario di arretratezza e insensibilità nei confronti degli animali che il Comune di San Gregorio vuole promuovere la propria immagine?

fiera di San Gregorio (CT)

A ben guardare, uno degli aspetti più tristi che emerge da questa manifestazione è l’impatto negativo che può avere sui bambini. E’ impossibile non chiedersi quali danni sullo sviluppo dell’empatia e del rispetto verso gli altri possa provocare questo uso e abuso degli animali a proprio piacimento, cosa che i più giovani vedono fare dagli adulti e che loro stessi possono sperimentare con gli animali di taglia più piccola.

Sempre leggendo il regolamento sopra citato, viene legittimamente da chiedersi se il Comune crede di realizzare i punti menzionati addirittura nell’articolo di esordio, in cui si dichiara che si “individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto e alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi e, in particolare, verso le specie più deboli”.

Così come nello specifico dell’ambito dell’educazione, per cui il Comune afferma di volersi adoperare affinché sia “promosso nel sistema educativo dell’intera popolazione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia ai giovani, il rispetto degli animali e il principio della corretta convivenza con essi”. Una cosa è certa, la fiera di San Gregorio in questa forma di totale degradazione dell’animale a semplice merce non va in questo senso, ma prepara ad una futura insensibilità nei confronti del prossimo di ogni specie e di qualsiasi soggetto possa essere percepito più debole.

Uscire dalla fiera non dà sollievo, ma acuisce l’amarezza pensando alla sorte degli animali lasciati alle spalle.

Fra le tante immagini, forse risalta fra tutte quella che sembra essere quasi derisoria per l’inconsapevole protagonista: un vitellino accucciato da solo, più lontano che può dalla folla, e dietro di lui il muro con una scritta a caratteri cubitali “Tu X me 6 vita”. Una frase d’amore che incornicia un destino che ne è del tutto privo, segnato e scandito dai tempi umani del suo completo sfruttamento, che lo porteranno entro poco tempo al macello se maschio o, se femmina, la condanneranno a riprodurre questa catena di sofferenze, come macchina da latte e da carne.

fiera di San Gregorio (CT)

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